Droga sul lavoro: in quali casi il procuratore può informare il datore di lavoro?
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Perché è emersa questa questione?
Nel 2026, l’annuncio del procuratore della Repubblica di Toulon riguardo a certe professioni sensibili ha rilanciato il dibattito. L’obiettivo dichiarato era proteggere persone e beni quando l’infrazione contestata appare incompatibile con le funzioni svolte.
Questa comunicazione locale non crea un nuovo obbligo generale di informare tutte le imprese private.
Cosa permette l’articolo 11-2
Il pubblico ministero può, nelle condizioni previste dal testo, informare per iscritto un’amministrazione, una persona pubblica, un ordine professionale o il datore di lavoro di una persona che svolge un’attività sotto il loro controllo.
La trasmissione riguarda certe decisioni o fasi della procedura penale relative a un crimine o a un reato punito con la reclusione. Deve essere ritenuta necessaria per porre fine o prevenire un disturbo all’ordine pubblico, o per garantire la sicurezza delle persone o dei beni.
Quali ruoli possono essere particolarmente interessati?
La questione si pone soprattutto quando le funzioni comportano una responsabilità diretta di sicurezza, autorità o protezione del pubblico:
- conduzione di trasporto collettivo o scolastico;
- forze di sicurezza, forze armate, amministrazione penitenziaria o soccorso;
- professione regolamentata o missione di servizio pubblico;
- impiego che implica armi, veicoli, macchinari o persone vulnerabili;
- ruolo in cui un’alterazione della vigilanza creerebbe un pericolo grave.
Questa lista non è una qualificazione automatica. La decisione dipende dal fascicolo e dalla missione effettivamente svolta.
Il datore di lavoro può licenziare appena riceve l’informazione?
No. L’informazione trasmessa non esonera il datore di lavoro dal rispettare il diritto del lavoro. Deve distinguere la vita privata, l’impatto eventuale sul ruolo, gli obblighi di sicurezza e i fatti che possono essere accertati in azienda.
Prima di ogni decisione, è opportuno verificare in particolare la portata esatta dell’informazione, garantire la riservatezza, consultare le risorse umane e, quando necessario, ottenere un parere legale.
Qual è il ruolo della medicina del lavoro?
Il servizio di prevenzione e salute sul lavoro può valutare l’idoneità e proporre adattamenti. Il datore di lavoro non deve richiedere una diagnosi né conservare dati medici che non gli sono destinati.
Il test interno è quindi permesso?
La ricezione di un’informazione giudiziaria non conferisce un diritto illimitato a testare. Il test salivare deve rimanere riservato ai ruoli sensibili identificati, previsto dalle regole interne e circondato dalle garanzie riconosciute dal Consiglio di Stato.
Cosa devono preparare le aziende
- integrare le condotte di dipendenza e l’alterazione della vigilanza nel DUERP;
- identificare con precisione i ruoli sensibili;
- aggiornare il regolamento interno e le procedure;
- formare i manager a constatare fatti senza diagnosi improvvisate;
- prevedere una soluzione di ritiro temporaneo e sostituzione;
- organizzare l’orientamento verso la medicina del lavoro o l’addictologia;
- limitare rigorosamente l’accesso alle informazioni riservate.
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