Analyse de la décision sur le THC et la conduite en France.

Comprendere la decisione della corte di cassazione del 21 giugno 2023 sulla guida sotto l'influenza del THC e dei suoi derivati

Riassunto della Decisione della Corte di Cassazione


La Corte di Cassazione ha recentemente preso una decisione importante riguardo alla guida sotto l'influenza del THC, il composto psicoattivo presente nella cannabis e nei suoi derivati come il CBD, il HHC, il H4CBD o il THCV.

Questa decisione ha implicazioni considerevoli per la sicurezza stradale e le procedure di screening delle droghe. La decisione della corte serve come caso di riferimento per le future procedure giudiziarie legate alla guida in stato di ebbrezza.

Nella sua decisione, la Corte di Cassazione ha affermato che gli individui che guidano veicoli sotto l'influenza del THC possono essere penalmente responsabili delle loro azioni indipendentemente dal modo in cui è stato consumato. Ciò significa che i conducenti trovati con THC nel loro sistema possono affrontare conseguenze legali, proprio come coloro che guidano sotto l'influenza di alcol o altre droghe, anche se questi ultimi hanno consumato solo CBD, HHC, THCV, H4CBD o qualsiasi altro derivato.

La decisione della corte riconosce i potenziali pericoli posti dalla guida in stato di ebbrezza da THC e mira a proteggere la sicurezza pubblica sulle strade.

Ciò segue l'incertezza giuridica che ha regnato negli ultimi anni riguardo ai conducenti risultati positivi al THC ma che, fornendo una prova del consumo di uno dei suoi derivati, potevano vedere annullate le loro sanzioni.

Non è più così dal 21 giugno 2023.

 

Corte di cassazione - Sezione penale - Udienza pubblica di mercoledì 21 giugno 2023:

 

Enunciato del motivo

 

  • Il motivo si basa sulla violazione dell'articolo L. 235-1 del codice della strada.
 
  • Il motivo critica la sentenza impugnata in quanto ha assolto M. [J] dal reato di guida dopo uso di stupefacenti, con la motivazione che l'esperto tossicologico non menziona un tasso di tetraidrocannabinolo (THC), e che non è stato verificato se il cannabidiolo (CBD) che l'interessato dichiarava di aver consumato superasse la concentrazione ammessa di THC, mentre l'articolo L. 235-1 del codice della strada incrimina il solo fatto di guidare dopo aver fatto uso di stupefacenti, senza riferimento a una concentrazione di stupefacenti da stabilire durante le analisi biologiche del prelievo salivare o ematico del trasgressore. Infatti, il decreto del 13 dicembre 2016 in vigore al momento dei fatti, che stabilisce le modalità di screening delle sostanze che indicano l'uso di stupefacenti, e delle analisi e degli esami previsti dal codice della strada, menziona una soglia di rilevamento e non una soglia di incriminazione. Inoltre, conformemente alle disposizioni dell'articolo L. 235-2 del codice della strada, l'uso di stupefacenti può essere accertato solo mediante analisi del sangue o della saliva, escludendo qualsiasi altra verifica come la ricerca e la quantificazione del tetraidrocannabinolo che può essere contenuto nel CBD trovato durante il controllo stradale del trasgressore e che potrebbe essere quello che dichiara di aver consumato.

 

Risposta della Corte

 

Visto l'articolo L. 235-1 del codice della strada e l'allegato IV del decreto del 22 febbraio 1990 modificato, preso per l'applicazione dell'articolo L. 5132-7 del codice della salute pubblica:

 

  • Il primo di questi testi incrimina il solo fatto di guidare dopo aver fatto uso di stupefacenti, questo uso essendo accertato da un'analisi del sangue o della saliva, indipendentemente dal fatto che il tasso di sostanze stupefacenti così rilevato sia inferiore alla soglia minima prevista dal decreto, in vigore al momento dei fatti, che stabilisce le modalità di screening delle sostanze che indicano l'uso di stupefacenti, che è una soglia di rilevamento e non una soglia di incriminazione.
 
  • Secondo il secondo, il tetraidrocannabinolo è una sostanza classificata come stupefacente.
 
  • Per assolvere M. [J] dal reato di guida dopo uso di stupefacenti, la sentenza impugnata ritiene che, riguardo alla presenza di cannabis nella saliva, l'esperto tossicologico che ne fa menzione non indica un tasso di THC, e inoltre non è stata condotta alcuna indagine per verificare se il CBD consumato dall'interessato superasse o meno la concentrazione ammessa di tetraidrocannabinolo, fissata a meno dello 0,20% alla data dei fatti.
 
  • Il giudice conclude che da questi elementi e dalle dichiarazioni dell'imputato non risultano stabiliti con certezza né l'elemento materiale né l'elemento intenzionale del reato.
 
  • Pronunciandosi così, mentre l'autorizzazione alla commercializzazione di alcuni derivati della cannabis, la cui concentrazione di delta 9 tetraidrocannabinolo, sostanza essa stessa classificata come stupefacente dal decreto sopra citato, non supera lo 0,30%, non incide sull'incriminazione della guida dopo uso di stupefacenti, reato costituito se è accertato che l'imputato ha guidato un veicolo dopo aver fatto uso di una sostanza classificata come stupefacente, indipendentemente dalla dose assunta, la corte d'appello ha travisato i testi sopra citati.

 

La cassazione è, pertanto, dovuta.

 

Portata e conseguenze della cassazione

 

12. La cassazione riguarderà le disposizioni della sentenza che hanno assolto l'imputato dal reato di guida dopo uso di stupefacenti e tutte le pene pronunciate, mantenendo la dichiarazione di colpevolezza per il reato di eccesso di velocità, non contestata dal motivo.

 

PER QUESTI MOTIVI, la Corte:

 

ANNULLA e CANCELLA la sentenza sopra citata della corte d'appello di Rouen, in data 5 settembre 2022, ma solo nelle disposizioni che hanno assolto l'imputato dal reato di guida dopo uso di stupefacenti e quelle relative alle pene, tutte le altre disposizioni essendo espressamente mantenute;

 

E affinché sia nuovamente giudicato, conformemente alla legge, nei limiti della cassazione così pronunciata,

 

RINVIA la causa e le parti davanti alla corte d'appello di Rouen, composta diversamente, designata con deliberazione speciale presa in camera di consiglio;

 

ORDINA la stampa della presente sentenza, la sua trascrizione nei registri della cancelleria della corte d'appello di Rouen e la sua annotazione a margine o a seguito della sentenza parzialmente annullata.

 

Impatto sulla Sicurezza Stradale

La decisione della Corte di Cassazione riguardo alla guida sotto l'influenza del THC ha importanti implicazioni per la sicurezza stradale. Con la crescente diffusione dell'uso della cannabis, è fondamentale affrontare i rischi potenziali associati alla guida in stato di ebbrezza dovuta al consumo di THC. La decisione evidenzia l'importanza di garantire la sicurezza pubblica e di ridurre il numero di incidenti causati da individui che guidano veicoli in stato di ebbrezza. Un aspetto chiave che questa decisione mette in luce è la necessità di prodotti per il rilevamento delle droghe efficaci. Man mano che sempre più paesi e stati legalizzano la cannabis a scopi medici o ricreativi, le forze dell'ordine si trovano ad affrontare sfide per rilevare e scoraggiare la guida in stato di ebbrezza. La decisione sottolinea l'importanza di metodi di screening delle droghe affidabili e precisi che possano rilevare l'alterazione da THC nei conducenti.

 

Conseguenze Giuridiche e Pratiche

La decisione della Corte di Cassazione sulla guida sotto l'influenza del THC ha importanti conseguenze giuridiche e pratiche. Dal punto di vista giuridico, questa decisione stabilisce un precedente per il modo in cui i casi che coinvolgono un'alterazione da THC saranno trattati in futuro. Chiarisce la responsabilità degli individui che scelgono di guidare un veicolo sotto l'influenza del THC, indicando chiaramente che questo comportamento è illegale e soggetto a sanzioni penali.

Questa decisione ha anche implicazioni pratiche per le forze dell'ordine e le aziende di screening delle droghe. Con la crescente prevalenza dei casi di alterazione da THC, diventa imperativo per le autorità disporre di prodotti per il rilevamento delle droghe affidabili e precisi. La decisione mette pressione su aziende di screening delle droghe come TODA PHARMA per continuare a sviluppare soluzioni innovative che possano rilevare efficacemente il THC negli individui che potrebbero guidare veicoli o impegnarsi in altre attività potenzialmente pericolose.

L'autorizzazione alla commercializzazione di alcuni derivati della cannabis, la cui concentrazione di delta 9 tetraidrocannabinolo, sostanza essa stessa classificata come stupefacente, non supera lo 0,30%, non incide sull'incriminazione della guida dopo uso di stupefacenti, reato costituito se è accertato che l'imputato ha guidato un veicolo dopo aver fatto uso di una sostanza classificata come stupefacente, indipendentemente dalla dose assunta.

In conclusione, la decisione della Corte di Cassazione riguardo alla guida sotto l'influenza del THC ha conseguenze sia giuridiche che pratiche. Stabilisce un precedente per i futuri casi che coinvolgono un'alterazione da THC, sottolinea la necessità di prodotti per il rilevamento delle droghe affidabili e mette in evidenza l'importanza della sicurezza stradale.

Man mano che andiamo avanti, è fondamentale che gli individui comprendano la gravità della guida di un veicolo sotto l'influenza del THC e che le autorità attuino misure appropriate per garantire la sicurezza pubblica sulle nostre strade.

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